Tutto è iniziato con un seme di avocado, portato a casa dal Cile e messo in un vaso. L’idea ha preso forma quando un amico ha comprato quella piantina per finanziare un nuovo albero in Patagonia. La certezza che la strada fosse quella giusta è arrivata al secondo tutto esaurito in uno schiocco di dita. È in quel momento che Andrea Evangelista e Chiara Riente hanno lasciato i loro contratti a tempo indeterminato in Svizzera e si sono lanciati in un’avventura chiamata Piantando.

Abruzzese lui, calabrese lei, Andrea e Chiara non hanno ancora 30 anni. Si sono incontrati al Politecnico di Milano, sono una coppia nella vita da nove anni, lavorano insieme da cinque. Da tre hanno dato vita a un progetto semplice e ambizioso: vendere delle piantine in vaso che finanziano – e testimoniano grazie a un codice univoco – un progetto solidale, che sia quello di riforestare il Cile (o il Veneto), portare pozzi d’acqua in Malawi o mandare spedizioni sanitarie in Perù.

Piantando 

Per Chiara e Andrea fondare Piantando non è stata una decisione mossa dalla necessità di dare una svolta alla propria vita, ma dalla scelta di fare qualcosa di più: “Lavoravamo nel marketing, avevamo buone possibilità di crescita. Ma volevamo dedicare i nostri anni più produttivi a qualcosa che ci piacesse e che portasse benefici non solo a noi”, raccontano. “Dire addio al posto fisso? Non è stato difficile. Le nostre priorità non erano quelle della società in cui viviamo”.

Il primo a parlarne è Andrea, di ritorno dal Cile, dove per la prima volta nella vita ha partecipato a una giornata di piantumazione in Patagonia con la Fundacion reforestamos, che da anni si occupa della salute dei boschi cileni messi in pericolo da incendi, sfruttamento intensivo e piante alloctone: “Sono rimasto folgorato”, ammette. “Dall’aria che ho respirato, da quello che quell’attività mi ha lasciato dentro. E tornato in Italia volevo anch’io fare qualcosa del genere”.

Il progetto BirdHouse 

L’occasione arriva in fretta, con la vendita a un amico di una pianta di avocado nata da un seme che Andrea ha portato con sé dal viaggio. Lui e Chiara hanno deciso di devolvere il ricavato proprio alla Fundacion reforestamos. “Per restituire quello che avevo portato via”, scherza Andrea. Il seme di Piantando ha iniziato così a germogliare dentro di loro: hanno ideato il nome e aperto un sito dove, a Natale 2018, hanno messo in vendita 100 piante grasse dentro vasi economici sui cui hanno dipinto il logo con lo spray. Ogni acquisto finanziava la piantumazione di un albero in Cile. “In pochi giorni le abbiamo vendute tutte”, ricorda Chiara.

A San Valentino 2019 altre 160 piantine vanno a ruba in un giorno. Il secondo test non lascia dubbi: “Ci siamo licenziati. Siamo rimasti senza stipendio e senza nulla per mesi, solo 10mila euro che due amici, Lorenzo Moro ed Enrico Pasquotti, avevano deciso di darci perché credevano nel progetto. Con quei soldi siamo arrivati fino a fine anno, fatturando tre volte tanto”. 

Da allora Piantando procede spedita: arrivano nuovi finanziamenti, sale il capitale, la squadra dà il benvenuto a tre nuovi dipendenti e ne cerca altrettanti. La startup si costituisce come una società benefit e anche il prodotto si affina grazie a un vivaio specializzato che fornisce le piante grasse e ai vasi fatti a mano della tradizione di Castello, in Abruzzo.

Ogni pianta ha un codice univoco che supporta un progetto in particolare: corrisponde a un nuovo albero, al mattone di un pozzo o una parte specifica di un’iniziativa. E solo a quella. “Così rendiamo trasparente la necessità che sta dietro al progetto – spiega Andrea – e tangibile l’impegno di chi decide di acquistare un nostro prodotto”.

Uno dei pozzi d’acqua costruiti in Malawi 

Chiara e Andrea scelgono personalmente i progetti che supportano: “Ci sono tantissime realtà piccole, che lavorano dal basso e che possono avere un impatto enorme, ma vivendo di piccole donazioni non possono fare un granché. Noi le aiutiamo perché abbiano un impatto maggiore”. Oltre ad appoggiare iniziative già esistenti, hanno anche dato vita alle proprie. Come Silva, grazie al quale sono riusciti a ripiantumare due terreni in Italia, uno in Veneto (con la collaborazione di Rds) e uno in Abruzzo, dove il versante di una collina che stava franando è ridiventato un bosco.

Progetto Silva 

Nonostante gli alberi siano una parte centrale di Piantando, diversificare l’azione – ampliando le aree di intervento ad acqua, biodiversità, comunità locali e clima – è stato un passo necessario. “La sostenibilità per noi è un tema importante, ma vogliamo avere un impatto a 360°”, spiega Chiara. “Anche perché – aggiunge Andrea – il mercato delle piccole imprese si muove verso la compensazione e noi abbiamo deciso di non seguire questo trend. Non può passare l’idea che continuo a inquinare ma se spendo 5mila euro mi ‘abbonano’ tante tonnellate di CO2. Non è il mercato del pesce”.

Il progetto di piantumazione in Patagonia 

Parlare di aziende e non solo di privati non è casuale, perché questo è il futuro che Chiara e Andrea stanno costruendo per Piantando. Oltre alle collaborazioni già avviate con Rds, Paypal o Cisl, l’obiettivo è quello di indirizzarsi sempre più verso altri business, in un momento dove c’è una marcata attenzione al green. “Ma vogliamo mettere in piedi progetti di lunga durata”, chiariscono. “Molti manager vogliono un progetto cotto e mangiato per rispettare degli obiettivi aziendali green, mentre noi vorremmo che si impegnassero con noi sul lungo periodo per creare qualcosa di più”, spiega Chiara. “Vogliamo creare una nicchia di consapevolezza”.

E proprio in questa direzione va anche il prossimo step del progetto: “Vogliamo diventare un trust che certifichi non solo i nostri prodotti ma anche quelli delle altre aziende”, raccontano. E per farlo stanno lavorando a un database pubblico dove sarà possibile consultare il codice univoco di ogni prodotto e vedere materialmente cosa ha supportato di un progetto. “Stiamo lavorando a una sorta di ‘Piantando scan’, ma il nome è ancora una bozza, tramite il quale poter verificare che i proclami di un’azienda siano diventati realtà”. Perché Chiara e Andrea non hanno dubbi: “Vogliamo che Piantando sia la startup dell’impegno”.