La gara per la conquista commerciale dei cieli sotto forme nuove e sostenibili vola altissima. Gli aerotaxi e i droni rappresentano un mercato del futuro molto promettente per la loro efficienza, in termini di tempo e perché appaiono sicuri e confortevoli. Queste alcune delle conclusioni tratte da Roland Berger, consulente leader mondiale per i trasporti e le infrastrutture, in un suo studio sulla Urban Air Mobility (Uam).

Gli ostacoli da superare

Tuttavia, ci sono ancora alcuni ostacoli tecnologici e infrastrutturali da superare, prima che il potenziale di questa nuova forma di mobilità sostenibile possa essere sviluppato appieno. Anche parecchie questioni normative – per esempio il settore delle certificazioni tecniche – sono ancora irrisolte. Le aziende di Uam, dal canto loro, si stanno sforzando di trovare la tecnologia giusta per ogni applicazione. Gli sviluppi della tecnologia in tema di azionamenti elettrici, di velivoli senza pilota e di reti di comunicazione 5G costituiscono la spina dorsale comune a tutti i servizi commerciali di droni per passeggeri. Anche se nessuno, almeno per ora, può dire che aspetto avranno, alla fin fine, i primi droni per urban air mobility. Poi c’è il problema di creare delle infrastrutture adeguate. Piattaforme di atterraggio, stazioni di ricarica e aree di manutenzione possono formare nel loro insieme un modello di business operativo di successo.

Decollo in vista

Secondo i calcoli di Berger, nei prossimi anni il numero di droni utilizzati come aerotaxi, navette aeroportuali e per servizi di volo urbano crescerà in modo esponenziale. Entro il 2050 i droni elettrici senza pilota saranno circa 160mila in tutto il mondo, pari a un fatturato annuo di quasi 90 miliardi di dollari. I loro fornitori provengono da ambiti diversi. Oltre all’industrie aerea e automobilistica, a cimentarsi con i droni saranno i produttori di vari beni di consumo, le aziende farmaceutiche e quelle di telecomunicazioni, gli istituti di ricerca e persino le amministrazioni di città, paesi e le organizzazioni sovranazionali, tutti coinvolti nei progetti in corso.

La strada della cooperazione

Dal 2019 Berger e la sua squadra portano avanti una mappa del mondo interattiva, che viene regolarmente aggiornata al comparire di ogni progetto rilevante in ambito Uam. L’obiettivo è di illustrare una panoramica il più possibile dettagliata intorno alla situazione attuale del settore della mobilità aerea per le città, oltre a supportare la cooperazione tra le parti interessate. Ci si concentra perciò sull’architettura di droni autonomi per il trasporto di passeggeri, ma anche di merci, pacchi postali, farmaci e consegne di pronto intervento. L’impegno vede protagonisti alcuni tra i produttori leader del settore come Volocopter, Lilium, EHang e Joby Aviation, ma anche aziende affermate come Airbus e quelle specializzate come Skyports. Da notare che gli imprenditori di Uam più giovani ed emergenti si affidano a capitali esterni, il che chiama in causa anche il ruolo degli investitori, aprendo nuove prospettive.