Amsterdam sposta il quartiere a luci rosse fuori dal centro città per puntare, appena il settore si riprenderà dalla pandemia, su un turismo di più alto livello e meno a buon mercato. Una norma in questo senso, preceduta nelle scorse settimane da una serie di restrizioni anche per le caffetterie alla cannabis, è stata approvata dal Consiglio comunale, come riporta il Guardian.


La proposta avanzata dal sindaco della città Femke Halsema, di chiudere un numero significativo di vetrine per le lavoratrici del sesso negli stretti vicoli intorno al porto, il quartiere a luci rosse di De Wallen, è stata sostenuta da un ampio gruppo di partiti politici e ora un “erotic centre” sorgerà lontano dal centro cittadino, in un luogo ancora da decidere. Pressioni in questo senso erano giunte inizialmente dai partiti di ispirazione cristiana Cda e ChristenUnie ma ora sono state sostenute dal Vvd, il partito del premier olandese, Mark Rutte, oltre che dal partito laburista e dai Verdi.

Non solo per una questione di decoro urbano, ha precisato Halsema, ma anche perché fare delle donne un’attrazione turistica suscita ormai sdegno e favorisce abusi. Anche se – precisa il Guardian -, quando l’idea è stata proposta per la prima volta, una lobby chiamata Red Light United sosteneva che il 90% delle 170 prostitute di Singel e De Wallen intervistate avrebbero preferito restare in centro e si domandava sarcasticamente se il sindaco avrebbe organizzato delle navette per permettere ai clienti di raggiungere il nuovo quartiere.

Tuttavia, alla fine, la maggioranza dei consiglieri ha convenuto che il trasferimento era necessario per innalzare il livello del turismo in città.

Una seconda proposta, volta a vietare ai turisti di acquistare cannabis dai caffè, sta avendo vita più difficile, per il timore diffuso che questo possa favorire il commercio illegale nelle strade.