L’ennesima scena, straziante, dei danni dell’ingerenza umana sulle creature dell’oceano. Una balena franca, di cui ne restano ormai meno di 350 esemplari al mondo, ha partorito mentre era impigliata in una fune da pesca di circa cinque metri. “Snow Cone”, questo il nome dato al cetaceo, è stata ripresa mentre dava alla luce il suo cucciolo al largo di Cumberland Island nel Nord Atlantico in Georgia, dai droni del Dipartimento delle Risorse Naturali della Georgia, Wildlife Resources Division (DNR).

Secondo i biologi che la stanno monitorando ci sono poche possibilità di riuscire a rimuovere la lunga corda a cui l’animale è rimasto impigliato. Un parto per nulla semplice, che ricorda un altro caso di balena franca rimasta attaccata ad una rete nel gennaio del 2011, prima di riuscire poi per fortuna a liberarsi.

Partorisce impigliata a una corda: ora la balena Snow Cone nuota con il suo cucciolo

Snow Cone era stata avvistata a marzo nella baia di Cape Cod: già allora trascinava un lunghissimo frammento di corda che è stato poi accorciato grazie all’intervento di alcuni esperti, che però non sono riusciti a rimuoverlo completamente. Il suo cucciolo, per ora, sembra essere in buone condizioni di salute, ma anche per il neonato i biologi temono un futuro sempre più incerto a causa dei danni legati all’industria della pesca, la distruzione di habitat ed ecosistemi, l’inquinamento da plastica, l’impatto con le grandi navi e gli effetti della crisi climatica che impoveriscono la salute degli oceani.

Nonostante tutte queste difficoltà Snow Cone è riuscita a migrare, percorrendo lunghe distanze per dare alla luce il suo cucciolo. Gli esperti spiegano che proveranno a fare un’altro tentativo per liberare la balena dalla corda: con il piccolo che nuota sempre al suo fianco, l’operazione non sarà però possibile a breve.

Atlante, il capodoglio resiliente: sopravvive allo scontro con un’elica


I biologi proveranno comunque, nel tentativo di aiutare e premiare la tenacia di Snow Cone: nei mesi scorsi infatti, sempre a causa della presenza dell’uomo, aveva perso un cucciolo che era rimasto ferito a morte dopo la collisione con una nave. Le immagini di questa balena impigliata ricordano quelle di Furia, capodoglio rimasto nel 2020 con la coda impigliata in una rete da pesca all’Eolie e poi liberato grazie all’intervento dei subacquei. Sono istantanee di una ingerenza dell’uomo sempre più impattante sugli equilibri degli ecosistemi marini: proprio le balene franche a causa nostra sono oggi considerate in via di estinzione e il parto di Snow Cone è purtroppo soltanto il secondo, registrato dagli esperti nel Nord Atlantico, noto durante la stagione riproduttiva di quest’anno.