È stato completato e “inaugurato” a metà novembre, diventando ben presto una star dei social e attirando migliaia di turisti ed escursionisti sull’Alpe Cimbra, territorio in altura che si trova nel Trentino sud-orientale e racchiude i comuni di Folgaria, Lavarone e Luserna.

Si tratta di un enorme “Drago di legno” alato, il più grande nel suo genere in Europa, crato dallo scultore veneto Marco Martalar, che, come per precedenti opere, ha utilizzato i resti degli alberi spazzati via dalla tempesta Vaia nell’ottobre di tre anni fa, in quell’area e in generale nel Triveneto. Per realizzare l’opera sono occorsi 3mila viti e 2mila pezzi di radici, scarti di rami e arbusti.

Drago con i tronchi alberi distrutti dello scultore di origine cimbra sui luoghi tempesta vaia

Martalar ha  lavorato alla scultura in legno per un mese e mezzo. ll Drago di Vaia è alto 6 metri e lungo 7; per dargli forma Martalar ha  impiegato una tecnica che prevede una struttura interna, uno scheletro in legno, sul quale viene poi fissato il materiale di recupero. L’opera muterà nel tempo, con il passare delle stagioni, fino a che il drago arriverà a decomporsi.

L’opera nasce per ricordare la tragedia di tre anni fa, e anche in qualche modo per onorare lì’Avez del Prinzep, un abete bianco che con i suoi oltre 50 metri era il più alto d’Europa, che viveva nell’Alpe e che fu abbattuto da una tempesta di vento un anno prima del disastro Vaia. Nelle intenzioni dell’autore il drago è un monito al rispetto della natura e della sua forza. Parte di un nuovo progetto di sviluppo dei percorsi sentieristici dell’area, il “Lavarone Green Land”, il drago si raggiunge facilmente dalla frazione Slaghenhaufi di Lavarone. Un’occasione in più per scoprire la montagna della lentezza e della distanza, in questa era particolare che stiamo affrontando.