Da metà settembre o inizio ottobre e fino al 15 aprile 2023 tornano le misure straordinarie antismog, già concordate e decise a livello di bacino padano dalle Regioni con il ministero della transizione ecologica, varate l’anno passato e adottate dai Comuni interessati. Ora però, come prevedono le ultime modifiche al codice le strada, le sanzioni sono pesantissime.

Come cambiano le sanzioni

Chiunque violi le disposizioni relative al divieto di circolazione ora è sanzionabile con il pagamento di una somma da 168 a 679 euro e, nel caso di reiterazione della violazione nel biennio, la multa amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni. L’aspetto della sospensione della patente ai recidivi è quasi sconosciuto alla stragrande maggioranza degli automobilisti. La violazione delle misure antismog comportano conseguenze pesanti sulla singola patente, soprattutto per chi negli ultimi 24 mesi si è visto contestare un verbale per questa violazione.

“Tali misure – spiegano all’Asaps, la più grande associazione di sicurezza stradale italiana – si applicano ai settori agricoltura, riscaldamento civile e – soprattutto – al traffico e riguardano i Comuni appartenenti alle zone di pianura e di collina, con opportune differenze per Comuni con popolazione superiore o inferiore a 10.000 abitanti“.

Le multe e la sospensione della patente

Va detto che le multe più odiate dagli italiani sono quelle legate ai divieti di circolazione. E visto che ormai sono tante le città che bloccheranno i veicoli diesel adibiti al trasporto persone e merci con omologazione Euro 3 e 4 (in alcuni casi per tutto il giorno, in altri solo a fasce orarie), la situazione si fa pesante e, come detto, si può arrivare anche alla sospensione della patente.

 

“Come Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale – spiega il presidente Giordano Biserni – vogliamo portare l’attenzione dell’opinione pubblica e degli automobilisti sui provvedimenti antismog, alcuni dei quali già scattati come in Piemonte, che faranno compagnia agli italiani nei mesi autunnali e invernali. Come noto, sono le Regioni a gestire i provvedimenti strutturali con i singoli Comuni che poi provvedono alla concreta applicazione con una ordinanza sindacale specifica, che contiene una lunga serie di orari, tipologie ed esenzioni da città a città”.

Il caso Lombardia, la regione più severa

Da quest’anno le limitazioni permanenti alla circolazione dei veicoli Euro 3 diesel saranno estese per tutto l’anno e sono applicate nei 209 Comuni di Fascia 1 e nei Comuni di Fascia 2 sopra i 30.000 abitanti, ovvero Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e S. Giuliano Milanese. (Limitazioni permanenti).

 

Nulla cambia invece, rispetto all’anno scorso, per le limitazioni temporanee alla circolazione, quelle che scattano al superamento dei limiti previsti di inquinamento in atmosfera. Da novembre 2020, a causa dell’emergenza Covid-19, le limitazioni temporanee, se attive, non si applicano al traffico veicolare bensì solamente al riscaldamento, all’agricoltura e al divieto assoluto di combustioni all’aperto.


Regione Lombardia ha scelto però di limitare le emissioni e non la mobilità, prevedendo una serie di misure che accompagnano l’entrata in vigore delle misure antismog con incentivi specifici previsti per la rottamazione. In alternativa c’è l’innovativo servizio MoVe-In, attivo dal 1° ottobre 2019 in Lombardia e Piemonte, che permette di circolare con le vecchie auto senza blocchi orari o giornalieri se rispetti una soglia di percorrenza chilometrica annuale. Il progetto MoVe-In viene insomma incontro alla fasce più deboli della città.

 

Per le supermulte servono ordinanze specifiche

Per rendere applicabili queste sanzioni servono ordinanze firmate dai Sindaci che, nel centro abitato, possono per motivi di tutela della salute, sospendere la circolazione di tutte o alcune categorie di utenti sulle strade o su tratti di esse, e per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, possono limitare la circolazione di tutte o alcune categorie di veicoli.

Segnaletica specifica

Le città poi, come previsto dal codice, dovranno prima installare una apposita segnaletica aggiornata con le date 2022-2023, nelle strade di accesso ai singoli comuni, che permetta di informare gli automobilisti e gli autotrasportatori. Altrimenti le multe si possono considerare nulle.