In che modo i giovani europei si approcciano agli strumenti digitali, e qual è la loro opinione a riguardo? Quanto ne sanno a proposito della sostenibilità, e in che modo percepiscono queste tematiche? Qual è il loro punto di vista rispetto al ruolo del digitale come strumento di sostenibilità e qual è il loro livello di conoscenza e di adozione dei principali servizi e applicazioni a supporto della sostenibilità? A queste domande risponde il Digital Sustainability Index™ (DiSI™) Young, frutto di un’analisi realizzata dalla EY Foundation Onlus e dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, per capire il ruolo della tecnologia come strumento di sostenibilità nella percezione dei giovani di 5 paesi europei: Italia, Francia, Germania, Polonia e Spagna. Per la ricerca sono state effettuate 800 intervistate, realizzate nel novembre scorso da Istituto Piepoli con metodologia CAWI (Computer Aided Interviewing), a campioni rappresentativi di età comprese tra i 16 e i 24 anni.

IL REPORT INTEGRALE

 

I giovani e la sostenibilità digitale in Italia

  • Tra i Paesi esaminati, l’Italia è quello in cui si riscontra la maggiore quota di giovani appartenenti al cluster dei Sostenibili Digitali (37%).

     
  • Solamente il 5% dei giovani italiani considera la tecnologia come una minaccia, in linea con il punto di vista dei giovani degli altri Paesi esaminati. Il dato sale leggermente soltanto nel caso degli intervistati francesi (12%).

     
  • Quasi un intervistato italiano su 5 (16%) pensa che i social non siano un ambiente sicuro per i giovani. Tale visione è condivisa però in misura maggiore – da circa un intervistato su tre – in Paesi come Germania (34%) e Francia (32%).

     
  • Gli intervistati italiani ritengono che, per i giovani, sia il cyberbullismo la principale problematica derivante da una società iper-connessa (60%). Tale visione emerge in tutti i Paesi considerati, eccezion fatta per la Spagna: i giovani spagnoli individuano infatti il problema principale nella perdita del tempo personale (55%).

     
  • Poco più di un giovane italiano su quattro (27%) dichiara di conoscere poco o per nulla il concetto di sostenibilità. Tale percentuale cresce però negli altri Paesi oggetto di indagine, dal 32% in Germania fino ad arrivare al 62% in Francia. Rispetto a questo dato, tuttavia, si evidenzia la volontà dei giovani intervistati di saperne di più su questo concetto, condivisa, in ognuno dei Paesi considerati, da oltre 7 intervistati su 10.

     
  • Solamente il 6% dei giovani italiani e francesi intervistati considerano il cambiamento climatico un falso problema. Tale dato, pressoché in linea con quello registrato in Spagna (9%) e Polonia (10%), cresce però in Germania, dove questa visione è condivisa da quasi un intervistato su cinque (18%).

     
  • Il 69% dei giovani italiani considera la tecnologia digitale uno strumento utile alla salvaguardia dell’ambiente. La percentuale di rispondenti a concordare con questa opinione è analoga in Polonia (66%) e Germania e Spagna (65%), mentre scende leggermente in Francia (54%).

     
  • Due italiani su cinque (39%) considerano la tecnologia digitale un ostacolo per lo sviluppo sostenibile, in linea con quanto emerso anche in Polonia e Spagna (42%). Dato, questo, che cresce però di molto in Francia (54%) e Germania (59%).

     
  • Un giovane italiano su quattro (25%) ritiene che sia dei cittadini la responsabilità della scarsa adozione delle tecnologie per la salvaguardia dell’ambiente e la sostenibilità economica e sociale. Tale dato cresce di almeno nove punti percentuali in ognuno degli altri Paesi considerati, fino ad arrivare al 48% registrato in Francia.

     
  • L’utilizzo, raro o regolare, delle app di prenotazione per brevi periodi di tempo di mezzi di trasporto è molto più diffuso in Spagna (37%) rispetto a tutti gli altri Paesi considerati – in Italia, tale percentuale si attesta al 22%. Nel nostro Paese, tuttavia, si evidenzia un forte utilizzo di tali servizi da parte dei Sostenibili Digitali (41%).

     
  • È tra i giovani polacchi (57%) – seguito da quelli francesi (53%) e italiani (52%) – a evidenziarsi il maggiore utilizzo di siti e app per la compravendita di capi d’abbigliamento usati. L’utilizzo di questi strumenti risulta influenzato dal livello di competenza digitale dichiarato: in ognuno dei Paesi considerati, infatti, le maggiori percentuali di utilizzo si riscontrano tra i Sostenibili e gli Insostenibili Digitali, rispetto ai Sostenibili e Insostenibili Analogici.

     
  • Sono i giovani italiani quelli a fare il maggiore utilizzo (52%) di app per la prenotazione online di ristoranti e alberghi, con i tedeschi all’ultimo posto (34%) tra i giovani degli altri Paesi esaminati. Tuttavia, guardando nello specifico alle app che consentono la prenotazione di queste strutture, ma che danno esplicita importanza alla sostenibilità, emerge un quadro opposto: il maggiore utilizzo di tali strumenti viene infatti realizzato proprio dai giovani tedeschi (29%), con quelli italiani all’ultimo posto (19%);

     
  • Sull’importanza della sostenibilità ambientale nelle preferenze di acquisto 6 intervistati su 10 in ognuno dei Paesi esaminati – eccezion fatta per i polacchi, che concordano in misura minore con l’affermazione (50%) – pur considerando la sostenibilità ambientale prioritaria nei propri acquisti, non sono disposti a spendere di più.