“Per due concerti in Europa 11 tonnellate di emissioni. Mamma mia! Maneskin, sono parecchie anche per delle rockstar come voi!”. Così il gruppo di data-attivisti Jet dei Ricchi, che da giugno calcola e svela sui social quanto inquinano i personaggi famosi con i voli privati, ha accolto l’uscita di ”The Loneliest”, il nuovo singolo della band romana che in meno di 24 ore è già in vetta alle classifiche internazionali.

Secondo i dati riportati dal gruppo di ambientalisti under 30, per promuovere il brano i quattro si sarebbero spostati tra il 6 e il 7 ottobre da Roma a Londra, da Londra a Parigi e infine da Parigi a Roma con un jet privato, il 9H-CFL. Delle oltre 11 tonnellate di CO2 emesse, 4,5 sono state prodotte per cantare la nuova canzone sul palco londinese dell’Underworld, lo storico club del quartiere Camden. Mentre 1,5 quelle rilasciate per cantare al Pop Rock Live di Rtl2, a Parigi, alle quali si aggiungono le 4,3 tonnellate del volo di ritorno a Roma. “Praticamente è stata prodotta la stessa CO2 che una persona normale emette in 4 anni per tutti i suoi trasporti”, scrive Jet dei Ricchi  prima di precisare che si tratta di una stima ottenuta con calcoli basati su fonti open data.


Gli utenti divisi e le critiche al post

A differenza delle analisi che Jet dei Ricchi ha svolto in passato sui voli privati effettuati da altri personaggi – ricordiamo quelli della famiglia Elkann o Barilla, dei Ferragnez, di Gianluca Vacchi e di politici come Matteo Renzi e Silvio Berlusconi – questa volta i numeri pubblicati non hanno suscitato una reazione unanime tra i fan. “Posso sentirmi delusa?”, scrive Francesca. “Va beh, non hanno mica inaugurato un kekab come Vacchi o fatto Milano-Torino. Come volete arrivarci a Londra se avete due date vicine e due concerti da fare?”, scrive un altro utente.

“Il nostro obiettivo – dice Jet dei Ricchi a Green&Blue – è innanzitutto sensibilizzare il pubblico (passeggeri in primis) sull’inquinamento dell’aviazione privata e stimolare una riflessione a livello di politiche pubbliche. Quindi ben venga ogni proposta che vada in questa direzione. Il problema non sono i Maneskin ma uno show business che se ne infischia dell’ambiente”.

 

E a chi critica il post sostenendo che le date del concerto erano troppo vicine, il gruppo di analisti risponde con due osservazioni: “I concerti dei Maneskin sono avvenuti a Londra e Parigi, che da anni sono collegate da un treno ad alta velocità che impiega 2 ore e 16 minuti. Contando i tempi per recarsi all’aeroporto e quelli per l’imbarco, andare in treno sarebbe stato forse anche più veloce. È se anche se fosse stato impossibile, chi è che fissa le date dei concerti?  I Maneskin stessi, o verosimilmente il loro manager. Quindi se un problema esiste, sono loro a crearselo”.

Ripensare lo show business

Per Jet dei Ricchi le critiche, come accaduto già per altre analisi, scaturiscono da un paradigma che definiscono “profondamente sbagliato”, secondo cui “se sei ricco, impegnato, famoso, allora hai il diritto di inquinare quanto ti pare”.

“Tuttavia – continua il team di ambientalisti – cambia poco se a prendere un jet è un politico che fa campagna elettorale, una squadra in trasferta, oppure una band che suona ad un concerto. Si tratta sempre di singoli individui che fanno il proprio lavoro, per il quale sono lautamente remunerati. Non adempiono a una funzione di utilità pubblica. Viaggiare in jet non è un diritto. Se non riescono ad assolvere tutti i loro impegni, non è un nostro problema. L’ambiente invece, sì, è un nostro problema (e anche loro)”.

Il senso di Jet dei Ricchi

È proprio attraverso questi post, ritenuti più o meno opportuni dagli utenti, che il team di analisti green è riuscito a permeare il discorso pubblico e quello politico con un argomento fino a poco tempo fa sconosciuto. Un lavoro che comunque in soli quattro mesi, con un post sui voli di Matteo Renzi e l’appoggio della coalizione Verdi e Sinistra Italiana, ha richiamato l’attenzione sulla questione, portando la regolamentazione dei jet privati tra i temi dell’ultima campagna elettorale.

Il messaggio per il futuro

Ed è un appello per il futuro che Jet dei Ricchi indirizza alla fine ai Maneskin: “Se volete che le future generazioni si emozionino ascoltandovi come noi ci siamo emozionati con i Pooh, dobbiamo tenerci stretti il Pianeta. Sennò niente nuove generazioni, niente musica immortale, niente reunions dei cinquant’anni e così via”. E chissà che la band non risponda.


Per ora, contattato da Green&Blue, l’ufficio stampa del gruppo ha fatto sapere che non c’è disponibilità per un commento dei quattro. Tuttavia è stato sottolineato che il gruppo usa anche voli di linea per spostarsi, come quello preso l’11 ottobre per raggiungere Londra.