Per raggiungere la turbina eolica installata da Ènostra nel comune di Gubbio bisogna salire sui crinali della Serra di Burrano, a oltre 11 chilometri dalla rocca medievale. La si scorge in pratica soltanto quando ci si arriva sotto, il suono delle grandi pale che fendono l’aria non stona con la bellezza del paesaggio collinare. Da qui, le torri e le mura del paese non si vedono, ma nell’inerpicarsi su strade sterrate in mezzo alle aziende agricole, si attraversano le frazioni in cui le ferite delle attività industriali sono evidenti: i grandi cementifici sono tutt’uno con l’area urbana.

L’editoriale / Verde

Non sprechiamo questa crisi

di Riccardo Luna

L’aerogeneratore del Cerrone, così isolato, non fa certo pensare a un progetto in cui la parola chiave è cooperazione. La pala è il più grande impianto eolico collettivo d’Italia realizzato da Ènostra e la turbina EWT da circa 900 kW produce 2GWh l’anno di energia elettrica, sufficiente a soddisfare la domanda di 900 famiglie. La cooperativa energetica, che si propone di offrire energia elettrica 100% rinnovabile, etica e sostenibile, calcola che eviterà l’emissione di 878 tonnellate di CO2 all’anno, ma a sfruttare questa elettricità non sono le famiglie che vivono vicino alla turbina, l’impianto del Cerrone non ha niente a che vedere con una comunità energetica.

 

Ènostra infatti realizza impianti eolici e fotovoltaici attraverso un modello di partecipazione e condivisione, senza fini di lucro. Entrando nella cooperativa si diventa soci dell’impresa, che eroga elettricità proveniente da fonti rinnovabili con garanzia d’origine. L’energia è poi fornita a utenti domestici, imprese e organizzazioni del terzo settore con una tariffa agevolata. L’impianto di Gubbio fa parte dei 35 già realizzati in Italia con le quote di 10.007 soci, per un totale di 31,26 GWh di energia completamente rinnovabile venduta. Pur se le attività di Ènostra fino a questo momento non hanno compreso le CER, Sara Capuzzo, presidente della divisione italiana dell’impresa, che ha partner in Portogallo, Olanda, Grecia, Spagna, Belgio, Regno Unito e Danimarca, indica l’attivazione di quante più comunità energetiche possibile come obiettivo primario.

Un rendering del nuovo impianto di Castiglione
Un rendering del nuovo impianto di Castiglione 

“Nel caso della prima turbina di Gubbio – dice – non c’è stata la possibilità di interlocuzione con il territorio, ma l’iter sarà molto diverso per il secondo progetto, per il quale è già stato stilato l’accordo con il Comune”. La firma c’è già: una seconda turbina eolica sorgerà in località Castiglione, su un terreno agricolo incolto a 859 metri sul livello del mare. Anche in questo caso, la turbina eolica da 999 Kw di potenza inciderà poco sul paesaggio, o lo farà come le grandi antenne dei ripetitori che già svettano sul crinale.

Il sindaco di Gubbio, Filippo Stirati, è entusiasta del progetto: “Abbiamo concordato con Ènostra l’organizzazione di un’iniziativa pubblica per presentare ai cittadini questa grande opportunità, il primo passo per avviare anche comunità energetiche. Nel caso della prima turbina siamo stati poco coinvolti, ma adesso vorrei farne un tema nostro, sia per l’importanza della sostenibilità ambientale, sia per la crisi energetica. Per ora abbiamo cercato di risparmiare dotando tutta la pubblica illuminazione di luci a led, sembra una piccola cosa, ma in termini di emissioni sarà come piantare 52mila alberi”.

Per la presidente di Ènostra, Capuzzo, Gubbio è pronta a investire nel nuovo progetto: “La stessa Pro loco ha chiesto di partecipare, interessata a una tariffa a prezzo fisso e numerose imprese hanno chiesto informazioni. Avremmo già candidato il progetto come Cer, ma al momento dell’avvio c’era il limite dei 200Kw, è uno degli esempi della necessità di avere subito decreti attuativi con indicazioni precise. A nostro avviso il GSE ha perso l’occasione per accelerare la fase transitoria abilitando il maggior numero di CER possibile e raccogliere così elementi utili per la fase definitiva”.