Sono arrivate anche le firme dei Fridays For Future e le voci di chi ha risposto all’appello lanciato dagli scienziati alla politica, perché metta al centro dei programmi in vista delle elezioni del 25 settembre il riscaldamento globale, sono diventate oltre 50mila. In realtà, mentre leggerete questo articolo il numero sarà ancora maggiore, perché dalla festa di Legambiente di Ripescia le attiviste ieri pomeriggio si sono mobilitate per raccogliere altre firme e il passaparola continua incessante. Ne parlano i sindaci come Dario Nardella sui social, firmano ambientalisti della prima ora come Giovanna Melandri, ma soprattutto ci sono tanti cittadini che sottoscrivono la richiesta degli scienziati del clima rilanciata da Green&Blue, il content hub Gedi sull’ambiente e la transizione ecologica.


Ieri mattina, il video che i Fridays For Future hanno lanciato sui social è stato l’emblema della vocazione del movimento, da sempre impegnato perché le evidenze scientifiche del cambio climatico diventino base per le rivendicazioni. L’appello agli attivisti è stato chiaro quanto efficace: «La scienza chiama in causa la politica e ha bisogno anche di noi».


Gli scienziati del clima primi firmatari della lettera alla politica commentano con stupore e gratitudine il grande successo dell’appello, lanciato soltanto tre giorni fa. «Veramente una adesione inaspettata che testimonia, ancora una volta, come i temi legati al clima e all’ambiente siano molto sentiti dai cittadini e speriamo anche dai politici — commenta il glaciologo Carlo Barbante —. La crisi climatica è la madre di tutte le crisi, da come sapremo affrontarla dipende il nostro futuro».

Per Carlo Carraro, vice presidente del Working Group III dell’Ipcc «il grande numero di firme conferma quanto l’argomento sia considerato importante dagli elettori italiani. Mi aspetto quindi, nelle prossime settimane, proposte e iniziative da parte di tutti i partiti — continua — che chiariscano cosa intendono fare per rispettare la legge sul clima approvata in Europa e recepita anche in Italia. Spero che questa volta la maggioranza di noi, cittadini italiani, non voterà per chi non ha idee, o ha idee strampalate o dilatorie, che mirano soltanto a ritardare ogni efficace azione per ridurre il consumo di combustibili fossili in Italia».


Pur se accademici di successo, abituati ad attestazioni di stima per il loro lavoro, nei loro commenti gli scienziati sono sinceramente colpiti dall’attenzione ricevuta. «È una grande manifestazione di affetto e preoccupazione per il futuro del Pianeta, dell’Italia e dei nostri giovani — dice il presidente della Società italiana per il clima, Riccardo Valentini — ora ci serve l’azione e l’etica delle responsabilità della politica