Le adesioni sono raddoppiate in sole 24 ore, le 30 mila di venerdì sono diventate oltre 60 mila nella serata di ieri, in continuo aumento. La lettera appello degli scienziati del clima alla politica, fatta sua da Green&Blue con una petizione online mercoledì scorso, corre veloce. A spingere sempre più il contatore sul sito di change.org è arrivata la mobilitazione di associazioni ambientaliste e movimenti della società civile, che si sono uniti agli scienziati per chiedere che la crisi climatica sia centrale nei dibattiti e nei programmi dei partiti per le prossime elezioni.


Ad accelerare il contatore, venerdì, il sostegno alla lettera appello dei Fridays For Future, che sottolineano come le elezioni del 25 settembre saranno le prime da quando sono iniziati gli scioperi del movimento, nel 2018. “Da allora, si è assistito a un’enorme presa di consapevolezza da parte della popolazione sul tema della crisi climatica – osserva Agnese Casadei, portavoce di Fridays For Future Italia – . Questa preoccupazione però non si è riflessa in un reale cambio di rotta della politica italiana, che si è limitata a riempirsi la bocca di parole vuote. Finora i politici sono riusciti a sfuggire alle conseguenze della loro inaccettabile negligenza”.

Ieri a Mestre Extinction Rebellion ha manifestato bloccando il traffico, per sostenere l’appello e invitare la comunità scientifica e tutti i cittadini a firmare la petizione. “In tre giorni l’appello ha raccolto migliaia di firme dalla popolazione. I cittadini sono preoccupati per la crisi e vogliono che i partiti rispondano. Allora perché la politica si rifiuta di agire?” ha poi scritto il movimento sui suoi social.

 

Ieri ha annunciato la sua adesione all’appello come organizzazione il Wwf Italia. “La nostra associazione basa tutta la sua attività sulla conoscenza scientifica – dice la direttrice generale Alessandra Prampolini – e non potevamo non unire la nostra voce a quella di esponenti tanto illustri della comunità scientifica quali i firmatari della lettera appello. Il tema della crisi climatica è di massima urgenza, ci aspettiamo che la prossima legislatura sia quella in cui qualcuno, al di là degli slogan, lavori con impegno e serietà a una legge sul clima”.

“Le soluzioni per uscire dalle fonti fossili ci sono già, c’è bisogno della volontà politica” dicono invece le attiviste di Legambiente, in un video dalla festa dell’associazione, a Ripescia. Nel finale il presidente Stefano Ciafani invita a firmare l’appello perché “è l’occasione per porre la lotta climatica in cima all’agenda politica”.

A sottolineare l’aspetto sociale della crisi climatica, che ha gravi ripercussioni sulla popolazione più debole, è arrivato il sostegno delle associazioni presiedute da Don Luigi Ciotti Libera, Gruppo Abele e Casa Comune. “Dobbiamo diventare capaci di ascoltare il grido della Terra. La cura dell’ambiente, la tutela della biodiversità iniziano dall’impegno per il bene comune – ha detto don Ciotti nel motivare l’adesione – . La giustizia ambientale e quella sociale sono strettamente collegate, perché il diritto di ciascuno a un’esistenza libera e dignitosa non può che esercitarsi nel rispetto della Terra”