Il Canada riapre “agli spostamenti non essenziali” il confine terrestre con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato il governo di Ottawa. Dal 9 agosto prossimo, i cittadini americani e i canadesi residenti negli States potranno entrare senza quarantena, a patto di aver completato il ciclo vaccinale da 14 giorni e non presentare sintomi da Covid. Il confine tra i due grandi Paesi del Nordamerica, con i suoi quasi 8900 chilometri il più lungo del pianeta, era chiuso da metà marzo del 2020, dalla prima esplosione della pandemia oltreoceano, e continuerà a rimanerlo, non si sa per quanto, per i canadesi intenzionati a raggiungere gli States.

Dal 7 settembre prossimo, invece, la riapertura sarà per tutto il mondo (ovviamente per via aerea), sempre nel rispetto delle condizioni citate – ciclo di immunizzazione completato da 14 con uno dei vaccini autorizzati dall’agenzia governativa Health Canada, gli stessi quattro autorizzati dalla Ue, e assenza di sintomi. Nel frattempo, sempre dal 9 agosto, gli aeroporti di Halifaz, Quebec, Ottawa, Winnipeg ed Edmonton torneranno ad aprirsi ai voli internazionali, una prerogativa che era stata concessa, dal febbraio scorso, solo agli scali di Toronto, Montréal, Calgary e Vancouver.

Come detto, la riapertura del confine terrestre per il momento è solo sul versante Sud-Nord. Interpellata in proposito, la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha spiegato che gli Usa “rivedono di continuo le restrizioni in materia di viaggio”, e che “ogni decisione sulle riapertura verrà guidata dai nostri esperti di medicina e sanità pubblica”. Sulla persistente chiusura, però, qualche malcontento si riscontra anche sul fronte democratico. Il deputato dem Brian Higgins, che rappresenta i distretti di Buffalo e delle Cascate del Niagara, è convinto che gli States non riconoscano “alla riapertura del confine a Nord l’attenzione che merita”.

Sul fronte settentrionale, il premier Justin Trudeau si fa forte dei numeri di vaccinati: con l’80 per cento della popolazione che ha già ricevuto la prima dose, e oltre il 50 che ha completato il ciclo, il Canada è il Paese che sta meglio tra i G20. “Nell’ultimo weekend abbiamo superato gli Usa in termini di popolazione completamente immunizzata”, ha detto Trudeau, spiegando che forte di questo dato, e del contemporaneo graduale calo dei nuovi casi di Covid, è ora possibile allentare le restrizioni ai confini. “Riaprire in un primo momento solo agli States – ha concluso il premier – è un riconoscimento dell’unico legame tra i due Paesi e le rispettive comunità”.

Ottawa aveva compiuto un primo passo verso l’allentamento delle restrizioni di viaggio a inizio mese, permettendo ai canadesi interamente vaccinati o ai residenti di rientrare in Canada senza quarantena. Gli esperti di medicina e sanità pubblica avevano auspicato che l’allentamento definitivo delle restrizioni non dovesse essere perpetrato prima che la quota di popolazione che ha completato il ciclo avesse superato il 75 per cento. Il governo calcola di avere un quantitativo di dosi sufficiente a immunizzare l’80 per cento dei candadesi entro fine mese. 

La chiusura dei confini ha inevitabilmente pesato sulle economie dei due Paesi nordamericani. La U.S. Travel Association calcola che ogni mese di chiusura dei confini costi oltre 1,6 miliardi di euro. Il Canada, nel 2019 ha avuto 22 milioni di turisti internazionali, 15 milioni dei quali provenienti dagli States