Il 3 febbraio scorso, dopo un incidente ferroviario a un treno che trasportava prodotti chimici nei pressi della cittadina di East Palestine, le immagini apocalittiche di quella che appariva come una gigantesca nube tossica nei cieli dell’Ohio hanno fatto il giro del mondo. In un primo momento le autorità statunitensi hanno negato possibili impatti sulla salute pubblica e ambientale ma, tra cittadini impauriti e continue richieste di chiarezza e trasparenza su cosa contenessero i 150 vagoni del treno, adesso in America stanno emergendo nuovi dettagli che portano a pensare a un possibile disastro ambientale in corso.

Quella che sui social è conosciuta come la storia dell'”Ohio train”, dai contorni che assomigliano incredibilmente alla trama del film “Rumore Bianco” (“White Noise”) pellicola recentemente  disponibile su Netflix, inizia con il deragliamento di un treno merci della Norfolk Southern nella periferia di East Palestine, al confine fra Ohio e Pennsylvania. Ad essere coinvolti, per un problema tecnico, sono circa 50 vagoni.

Usa, treno deraglia e prende fuoco in Ohio: le carcasse carbonizzate di decine di vagoni cisterna

Alcuni di questi contengono cloruro di vinile, utilizzato per produrre plastica PVC e prodotti vinilici: dopo l’incidente, durante le operazioni di bonifica, gli addetti ai lavori hanno sfiatato e bruciato parte di quei composti contenuti nei vagoni. Centinaia di residenti della zona sono stati così evacuati per precauzione ma pochi giorni dopo – di concerto con l’Epa (Environmental Protection Agency) degli Usa che ha dichiarato di non aver rilevato alcun “livello di preoccupazione” relativo alle sostanze rilasciate – ai cittadini è stato detto che potevano rientrare nelle loro abitazioni. Ed è qui che in parte iniziano i forti dubbi su quanto accaduto.

 

La vista aerea della zona dove è avvenuto l'ìincidente ferroviario del 3 febbraio
La vista aerea della zona dove è avvenuto l’ìincidente ferroviario del 3 febbraio (reuters)

Secondo quanto dichiarato al Washington Post diversi residenti di East Palestine si sono infatti lamentati per i forti odori, mal di testa, nausea e altri disturbi di salute. Contemporaneamente alcuni cittadini hanno notato che i pesci di  fiumi vicini alla zona dell’incidente erano morti. L’Epa ha raccontato di aver aperto una indagine sulla possibile contaminazione del suolo e delle acque superficiali, iniziando a raccogliere campioni.

 

Le prime stime, anche se non è chiaro cosa abbia provocato il loro decesso, parlano di 3500 pesci morti lungo 7,5 miglia di corsi d’acqua a sud di East Palestine. Altri cittadini, come una residente di North Lima vicino a East Palestine, hanno anche raccontato che le galline da allevamento sono improvvisamente morte poco tempo dopo l’esplosione.

Nel frattempo sono partite diverse cause e azioni legali collettive intentate contro Norfolk Southern. Il dito è puntato in particolare contro la mossa di aver bruciato in maniera controllata – dopo l’incidente – il cloruro di vinile: questo, secondo chi ha fatto causa, potrebbe portare i residenti ad una esposizione eccessiva a diverse sostanze tossiche e cancerogene, così come a un forte impatto sull’ambiente, in particolare sulle acque. Inoltre, i cittadini hanno fatto pressione per ottenere gli elenchi anche di altre sostanze che trasportavano i differenti vagoni coinvolti, di cui si conoscono ad esempio glicole etilenico monobutiletere, etilesil acrilato e isobutilene.

Volontari raccolgono i pesci morti nel fiume Ohio, nei pressi d East Palestine
Volontari raccolgono i pesci morti nel fiume Ohio, nei pressi d East Palestine (reuters)

Seppur confermando la presenza di alcuni composti tossici, la Norfolk per ora si è limitata in un comunicato del 13 febbraio a spiegare di aver seguito il protocollo e donato 1 milione di dollari a più di 700 famiglie per coprire le spese sostenute dalle loro evacuazioni, ma anche di aver completato più di 340 test dell’aria nelle case insieme all’Epa, controlli che “non hanno mostrato alcun rilevamento di sostanze correlate all’incidente e non indicano un rischio per la salute”.

Buona parte dei residenti però non crede alle parole dell’azienda e c’è forte preoccupazione che gli inquinanti si siano diffusi nel bacino del fiume Ohio, minacciando le risorse idriche su cui contano almeno 30 milioni di cittadini statunitensi.

Yesterday, the West Virginia National Guard assisted with a train derailment in Ohio that involved hazardous materials. The WVNG is so highly-respected that when our neighbor states need help, they know they can always rely on our incredible Guardsmen and Guardswomen. https://t.co/MnFM1CMkeN

— Governor Jim Justice (@WVGovernor) February 7, 2023

Tra i primi a sbilanciarsi in tal senso c’è stato per esempio il governatore del West Virginia, Jim Justice, che ha ammesso che probabilmente le sostanze hanno contaminato le falde acquifere.  

Anche le autorità sanitarie dell’Ohio hanno ammesso di recente che da nuovi dati emergerebbe un maggior numero e quantità di sostanze chimiche rilasciate. Il problema, come ha ricordato Andrew Whelton, professore di ingegneria ambientale ed ecologica della Purdue University, è la possibilità che l’aver bruciato cloruro di vinile porti ad altre sostanze (come acido cloridrico o fosgene) che possano essere fortemente impattanti per popolazione ed animali, composti che secondo il professore l’Epa potrebbe ancora non aver testato. “Quando hanno bruciato i materiali hanno creato altri prodotti chimici. La domanda è: cosa hanno creato?” ha affermato Whelton.

In questa grande confusione, fra preoccupazioni e allarmismi, nel frattempo da Greenpeace ad altre associazioni ambientaliste, sono nati appelli per interpellare direttamente il presidente Joe Biden nel tentativo di avere più chiarezza. Fra le accuse c’è soprattutto il fatto che non si stia parlando abbastanza di quanto accaduto: come ha detto la giovane e popolare attivista Sophia Kianni, di Friday for Future, negli Usa sembra infatti esserci un “totale disinteresse” per quella che potrebbe essere una delle “emergenze ambientali più nocive” degli ultimi anni.

Hey @POTUS, move the ball on Chemical Safety.

The East Palestine, Ohio chemical disaster is an unnecessary catastrophe for communities and nature. It doesn’t have to happen again.https://t.co/eRqTCuN4cW

— Greenpeace USA (@greenpeaceusa) February 14, 2023