Proteggere le persone e l’ambiente dall’amianto è lo scopo della Commissione europea, che propone di modificare la direttiva sull’esposizione a questo pericoloso materiale cancerogeno durante il lavoro. La proposta, insieme ad altre misure, sarà discussa dal Parlamento europeo il prossimo 20 ottobre, auspicando una rapida approvazione. Una volta adottata la direttiva, gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepirne le disposizioni nella legislazione nazionale.

 

Sebbene tutte le forme di amianto siano vietate nell’UE dal 2005, questo materiale è ancora uno spietato killer che ha causato il 78% dei tumori professionali riconosciuti negli Stati membri. Nel 2019 più di 70 000 europei sono morti per le conseguenze dell’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro. Si stima che attualmente siano esposti dai 4,1 ai 7,3 milioni di lavoratori, dei quali il 97% nel settore edile e il 2% nella gestione dei rifiuti.

Oltre 220 milioni di unità immobiliari sono state costruite prima del divieto del 2005. L’amianto è ancora presente negli edifici più vecchi e rappresenta una minaccia quotidiana, soprattutto, nelle ristrutturazioni. Quando i materiali che lo contengono vengono perturbati rilasciano fibre nell’aria. Se inalate, possono causare mesotelioma e cancro ai polmoni, con un periodo medio di incubazione di 30 anni tra l’esposizione e i primi segni della malattia.

 

Il pacchetto di proposte forse arriva un po’ in ritardo visto che, in Italia, sono tuttora aperti più di 139 mila cantieri Superbonus 110%. Se, da una parte, le ristrutturazioni permettono ai residenti di godere di migliori condizioni di salute e di vita e di pagare bollette energetiche più basse, dall’altra, aumentano i rischi di malattie, in particolare per i lavoratori edili.

La modifica, dunque, prevede una riduzione del limite di esposizione all’amianto durante il lavoro a un valore 10 volte inferiore a quello attuale (da 0,1 fibre per centimetro cubo (f/cm³) a 0,01 f/cm³), sulla base dei più recenti sviluppi scientifici e tecnologici.  Come sostiene Stella Kyriakides, Commissaria europea per la Salute e la sicurezza alimentare, “la prevenzione è più efficace di qualsiasi cura contro il cancro. Considerando che il 40% dei tumori è prevenibile, si tratta della strategia a lungo termine più efficiente”.

 

La Commissione ha presentato una serie di misure che “non solo offriranno una migliore protezione ai lavoratori, ma costituiranno anche un enorme passo avanti verso un’Europa senza amianto”, così dichiara Nicolas Schmit, Commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali. Infatti, l’ambizioso pacchetto punta anche a:

  • Sostenere meglio le vittime, riconoscendo ulteriori malattie professionali e tumori correlati all’amianto, e raccomandando i relativi screen di prevenzione.
  • Migliorare le informazioni sull’amianto negli edifici, attraverso una proposta legislativa per il rilevamento e la registrazione della quantità di amianto presente nei fabbricati. Questo sarebbe possibile con l’introduzione di registri digitali, al fine di migliorare la condivisione e l’uso dei dati della progettazione, della costruzione, fino alla demolizione.
  • Gestire lo smaltimento sicuro dell’amianto, rivedendo il protocollo Ue per la gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione, gli orientamenti per le verifiche dei rifiuti e le nuove tecnologie di trattamento.

     

A questo fine, l’UE metterebbe a disposizione degli Stati membri ingenti finanziamenti attraverso il Dispositivo per la ripresa e la resilienza, il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di sviluppo regionale. Ora, la parola spetta agli eurodeputati, che nelle prossime settimane ne discuteranno in plenaria.