Un bulbo è sempre una tentazione, ma anche la garanzia di un risultato sorprendente per chi si avvicina al giardinaggio. Molte le nuove varietà tra cui scegliere in queste settimane d’autunno. Basta sbizzarrirsi con la fantasia e seguire poche semplici regole per programmare colorate fioriture primaverili. Scopriamo come.

 

Quali bulbose piantare ora

I bulbi a fioritura primaverile vanno piantati in autunno, perché in questa stagione mettono radici e iniziano a nutrirsi finché la terra è ancora tiepida, per dar vita ad un germoglio forte. Interriamoli fino a novembre, oppure in dicembre dove il clima è mite. I tulipani, i narcisi e i giacinti, con infinite forme e colori, vantano un assortimento tale da poter riempire un intero balcone con corolle tutte diverse. Ne esistono varietà a fioritura precoce, prevista a inizio primavera, media, da aprile a metà maggio, oppure tardiva, perciò scegliamo ibridi che sbocciano in momenti diversi, assicurandoci diversi mesi di colore. Alle specie più vistose possiamo affiancare i crocus, piccole trombette nei colori dal blu al giallo, gli anemoni dei boschi, che sembrano margherite bianche o azzurre, i muscari, pannocchiette blu, o ancora gli iris e per i più curiosi i bucaneve e gli allium, che svettano con fiori sferici su lunghi steli. Nel Sud Italia, dove la temperatura non scende sottozero, possiamo piantare ora anche le fresie, gli anemoni di Caen e i ranuncoli.

I trucchi per scegliere bene

Per comprare bulbi sani, procediamo come se dovessimo acquistare le cipolle o le patate; confezionati oppure in vendita sfusi, verifichiamo che siano ben sodi, che non abbiano muffe e che non ce ne sia qualcuno marcio. Attenzione anche non comprare bulbi completamente disidratati, perché sugli scaffali del supermercato e dei centri di bricolage possono capitare “avanzi” dell’anno precedente (sono leggeri); evitiamo anche le “cipolle” con germogli già ben sviluppati per colpa del riscaldamento. Fanno eccezione a questa regola i tuberi di anemoni e di ranuncoli, che invece appaiono come piccoli tartufi bitorzoluti o fitti grovigli di radici, leggeri e asciutti. Portati a casa i bulbi, conserviamoli in un luogo fresco e aerato, fuori dal sacchetto di plastica e al buio fino al momento della piantagione. I migliori vasi per le bulbose sono quelli in terracotta, che traspirano parecchio, da riempire con terriccio per piante da fiore e con uno strato di palline di argilla espansa sul fondo.

Tulipani pappagallo e narcisi farfalla

Ogni anno i produttori olandesi immettono sul mercato nuove varietà che stuzzicano la curiosità, facili da ordinare online. La moda del momento premia due opposti: da un lato, si rincorrono forme e colori sempre più esagerati, che sembrano uscire dalle nature morte dei Fiamminghi; dall’altro, si incoronano bulbose dall’aspetto semplice e fresco, adatte ad essere piantate nei prati come se fossero fiori spontanei. Tra le bellezze più sontuose ci sono i tulipani a fiore di peonia, stradoppi; tra essi, ‘Black Hero’, nero, e ‘La Belle Epoque’, rosa antico. Altrettanto sofisticati sono i tulipani pappagallo, con petali sfrangiati ed arricciati: uno per tutti, ‘Rainbow Parrot’ striato di verde, arancio, rosso e porpora. Pronti a stupire, anche i narcisi a fiore di farfalla, grandi e molto aperti, come ‘Orangery’, oppure quelli “petalosi” come ‘Double Poets’ che sembra una gardenia. La tendenza più “naturale”, invece, vede protagonisti i tulipani “botanici”, cioè quelli che sembrano selvatici, eletti “bulbo dell’anno 2022” dall’associazione  olandese iBulb (https://www.bulbidifiore.it/); annotatevi le varietà ‘Sylvestris’ e ‘Lilac Wonder’ e le specie Tulipa turkestanica, Tulipa humilis e Tulipa acuminata. Tra queste perenni che gli inglesi definiscono “i bulbi che ritornano” ci sono anche i narcisi ‘Tete a Tetè e ‘Salome’, i Crocus tommasinianus ‘Ruby Giant’ e le campanelle blu, Hyacinthoides non-scripta, perfette per l’ombra.  

 

Come si piantano i bulbi

Quelli che noi chiamiamo comunemente bulbi si distinguono in realtà in veri bulbi (come la cipolla e il tulipano), tuberi (per esempio patate e ciclamini di bosco), cormi (è il caso di fresie e gladioli bizantini), rizomi (i giaggioli) e radici tuberose (ranuncoli). Anemoni e ranuncoli vanno messi in ammollo per una notte in un bicchiere con acqua appena tiepida per farli reidratare prima di piantarli. Tutti vanno interrati con la punta oppure con l’“occhio” all’insù (l’occhio, presente in tuberi e radici tuberose, sembra una piccola gemma o una cicatrice). Interriamoli a una profondità pari al doppio della loro altezza, distanziandoli due volte il loro diametro. Giacinti, narcisi e tulipani, per esempio, vanno coperti con circa 10 centimetri di terra. In giardino possiamo andare più in profondità distanziando un po’ di più, mentre nei vasi possiamo piantare i bulbi più in superficie e più vicini, ma coperti di almeno tre centimetri di terra. È importante che il fondo della buca sia piatto, per fare aderire bene il bulbo al suolo. Dopo aver posizionato le “cipolle”, ricopriamo di terra, pressiamo con le mani e annaffiamo abbondantemente, per stimolare l’emissione delle radici. Poi dobbiamo ricordarci di annaffiare almeno una volta ogni due settimane se non piove, anche in inverno, senza fare ristagnare acqua nel sottovaso.

La lasagna di bulbi

Per una fioritura prolungata, possiamo piantare i bulbi a strati, facendo una sorta di lasagna vegetale. Un esempio? Mettiamo i narcisi grossi più in profondità nel vaso, poi uno strato di terra e quindi dei tulipani, leggermente sfalsati rispetto ai bulbi di sotto, poi ancora terriccio e quindi i muscari, infine più in superficie crocus e Iris reticulata. Le combinazioni sono pressoché infinite. Lasciando un po’ di spazio tra i bulbi, possiamo piantarci in mezzo anche le viole del pensiero e le viole cornute – che fioriscono da settembre a giugno – in modo che le cassettine non rimangano mai vuote. In alternativa, specialmente nelle aiuole, sopra i tuberi si possono collocare nontiscordardimé, pratoline e calendule. A partire da marzo, diluiamo nell’acqua delle annaffiature un fertilizzante liquido per piante da fiore.

Il trucco del frigorifero

Per le specie di cui abbiamo parlato finora, serve un’esposizione al sole ed è importante che i vasi restino fuori all’aperto e non in casa. Per poter fiorire, infatti, questi bulbi hanno bisogno di “svernare” per almeno otto settimane al freddo. Può capitare, infatti, che in alcune località costiere dalla Sicilia alla Puglia, per esempio, i tulipani non riescano a sbocciare dopo un inverno troppo mite. Il trucco per assicurarci la fioritura anche nelle zone più calde d’Italia consiste nel comprare i bulbi e tenerli in frigo per due mesi nel cassetto della verdura, dentro un sacchetto di carta, per poi piantarli in terra (così facendo simuliamo noi un inverno freddo). Come fare, invece, per avere bulbi fioriti anche in casa? Dobbiamo acquistare nei garden center quelli già in boccio coltivati appositamente per gli interni in piccoli vasetti, grazie a una tecnica chiamata forzatura.

Che fare dopo la fioritura?

Eliminiamo i fiori appassiti ma non le foglie, che servono alla pianta per ricaricare le batterie, cioé per ricostituire le riserve del bulbo. Perciò continuiamo ad annaffiare e concimare regolarmente fino a quando la pianta non comincia a diventare gialla naturalmente (dopo un mese dalla fioritura circa). A quel punto smettiamo di innaffiare e lasciamo appassire il tutto, per poi eliminare il secco. Dopo, non è strettamente necessario estrarre i bulbi primaverili dalla terra, facciamolo soltanto se dobbiamo liberare i contenitori, mettendo i tuberi in un sacchetto di carta fino all’autunno. In alternativa, teniamo direttamente i vasi all’asciutto e riprendiamo ad innaffiarli in settembre. Quando è possibile, tuttavia, la cosa migliore da fare è piantare le bulbose in terra dopo la prima fioritura in contenitore, per esempio nel giardino condominiale, in modo che ritrovino un ciclo naturale per anni.