Nel cuore della giungla due dei primati più vicini all’uomo collaborano fra loro. Si scambiano indicazioni sugli alberi carichi di fichi, giocano, talvolta eccedono perfino in effusioni amorose. Scimpanzé e gorilla, seppur di specie diverse, interagiscono fra loro nell’Africa centrale stabilendo relazioni sociali durature prima inimmaginabili,  “amicizie” che possono andare avanti anche per dieci anni.

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Questa scoperta, che indica la possibilità e i vantaggi della coesistenza, è frutto di una lunghissima osservazione di popolazioni di primati durata oltre dieci anni e portata avanti dall’antropologa Crickette Sanz della Washington University di St.Louis e dal suo team. Sanz ha assistito per la prima volta a questi comportamenti nel 2000 all’interno del triangolo di Goualougo nella Repubblica democratica del Congo. Qui queste due specie considerate a rischio estinzione spesso hanno l’occasione di incontrarsi.

 

Nella fitta foresta di 250 chilometri quadrati scimpanzé e gorilla di pianura occidentali sembrano aver imparato a convivere pacificamente: gli antropologi hanno registrato interazioni che il più delle volte durano un’ora, in alcune rare occasioni anche l’intera giornata (8 ore) in cui mangiano insieme, si rincorrono, giocano o, come capitato, tentano persino di accoppiarsi. Altri studi in passato avevano dimostrato le possibili relazioni fra le due specie ma mai, in un periodo così lungo, era stato descritto e raccontato il comportamento di questi animali come quello spiegato nel dettaglio in una pubblicazione apparsa sulla rivista iScience.

“È noto da tempo che questi animali possono riconoscere i singoli membri della propria specie e formare relazioni a lungo termine, ma non sapevamo che ciò si estendesse ad altre specie” ha spiegato Crickette Sanz. Dal 1999 al 2020 il gruppo di ricercatori ha contato almeno 285 interazioni tra scimpanzé e gorilla locali. Solitamente sono gli esemplari adulti a collaborare per ottenere una serie di vantaggi, come quello di scoprire dove sono i frutti e le fonti di cibo, così come la possibile condivisione di informazioni. Per esempio quando viene individuato un albero di fico, i cui frutti potrebbero durare per pochi giorni, attraverso richiami vengono fornite indicazioni a entrambe le specie: a volte si arrampicano insieme per prenderli, altri aspettano a terra e condividono i frutti maturi.

La maggior parte di ciò che ci è stato detto sulle interazioni tra queste due specie è che sarebbero state competitive o si sarebbero evitate a vicenda, ma non è così” ribadisce Sanz. Nel 34% delle osservazioni di incontri per esempio le due specie hanno continuato a nutrirsi insieme e quasi sempre si sono verificati gesti tolleranti ed amichevoli, con chiari segnali che alcuni esemplari erano in grado di riconoscersi nel tempo. Grazie alla co-alimentazione si creano dunque in sostanza relazioni durature, ma potrebbero anche verificarsi – indicano gli esperti – opportunità di trasmissione di malattie come l’Ebola, che ha ucciso migliaia di primati.

Mentre altri studi dovranno essere svolti nel tempo per comprendere a pieno i segreti di questi incontri, gli scienziati sostengono che quanto scoperto finora possa avere interessanti implicazioni anche per la nostra storia evolutiva. Spesso, anche in quell’area dell’Africa, i ricercatori hanno infatti ipotizzato che varie specie di ominidi fossero attivamente in competizione tra loro, ma se scimpanzé e gorilla mostrano comportamenti di possibili interazioni allora anche gli antenati dell’umanità potrebbero essersi riuniti per condividere le risorse.